Che sia verbale o para verbale, la comunicazione invade costantemente i campi della nostra quotidianità. Anche un soggetto in silenzio, impegnato a guardare fuori dal finestrino, o un altro, anch’esso in silenzio, intento a osservare un gruppo di lavoro a braccia conserte, stanno comunicando qualcosa.
L’efficacia della comunicazione è alimentata tanto dalle parole e dai concetti quanto dai gesti e dagli atteggiamenti che li accompagnano.
Il concetto viene rimarcato anche dal nuovo Accordo Stato-Regioni n. 59/CSR del 17 aprile 2025, che riconosce nell’utilizzo di adeguate forme di comunicazione una competenza trasversale, sviluppabile sia nei percorsi formativi sia nell’attività professionale.
Viene riconosciuto, in particolare, che chi ricopre ruoli di responsabilità non può limitarsi alla conoscenza degli obblighi normativi o alla sola trasmissione di istruzioni operative: deve saper comunicare in modo efficace, coinvolgere le persone e favorire la partecipazione al processo di prevenzione. Per questo motivo, i nuovi percorsi formativi dedicano maggiore attenzione alle competenze relazionali e organizzative, elementi indispensabili per trasformare le regole in comportamenti concreti. La sicurezza, infatti, si costruisce ogni giorno attraverso l’esempio. Un dirigente che applica per primo le regole aziendali, un preposto che corregge un comportamento non sicuro con autorevolezza e rispetto, un datore di lavoro che ascolta le segnalazioni dei propri collaboratori stanno comunicando molto più di quanto potrebbe fare una semplice disposizione di servizio. Essere una guida verso la sicurezza significa esercitare un’influenza positiva sulle persone, creando un clima di fiducia nel quale ciascun lavoratore si senta parte attiva del sistema di prevenzione. In questo contesto, la comunicazione non rappresenta un elemento residuale dell’organizzazione, ma uno strumento essenziale per orientare i comportamenti, rafforzare la consapevolezza del rischio e consolidare una cultura della sicurezza condivisa. Riconoscere il valore di questa competenza trasversale significa porre le basi per consolidare il proprio ruolo all’interno del sistema aziendale della sicurezza. Ogni figura coinvolta nella prevenzione, indipendentemente dal ruolo ricoperto, è chiamata non solo ad applicare regole e procedure secondo norma, ma anche a contribuire alla costruzione di comportamenti consapevoli e responsabili.
A tal proposito, Formedil Firenze sta indirizzando parte della propria attività formativa al rafforzamento di queste competenze tra i ruoli tecnici, i lavoratori, i preposti, i dirigenti e i datori di lavoro, con l’obiettivo di sviluppare una maggiore capacità di comunicare, coinvolgere e guidare i processi di prevenzione. In definitiva, la direzione della sicurezza non coincide con la sola elaborazione e gestione di procedure, documenti e adempimenti ma si traduce in guida del lavoratore e costruzione dei valori della prevenzione. Di certo non risponde a comunicazioni coercitive, poiché la sicurezza non marcia verso chi urla più forte, ma chi, con il proprio esempio, riesce a indicare la strada.